RIVOLUZIONE INSIEME

La sorellanza non è solo un concetto astratto 

Se c’è un ambito che racconta bene il cambiamento è quello dell’istruzione in particolare le università. Per secoli, l’accesso alla cultura è stato un privilegio maschile. Nel 1877, Ernestina Paper, la prima donna italiana a laurearsi in medicina, dovette affrontare insulti e ostacoli enormi, rispetto a oggi, i numeri si sono ribaltati: il 59% degli iscritti all’università in Italia è donna. Le studentesse superano i colleghi in quasi tutte le facoltà, eccellono nei risultati, dimostrano che non esistono discipline “da uomini”. Eppure, uscire dall’università non significa automaticamente uguaglianza. Nel mondo del lavoro il divario resta evidente: il gender pay gap in Italia è attorno al 12%, e nei settori STEM raggiunge punte ancora più alte. Significa che, a parità di studi, le donne guadagnano meno e hanno meno opportunità di carriera. È qui che la sorellanza diventa rete: tutoraggio tra colleghe, sostegno reciproco, condivisione di esperienze per aprire strade. Perché la cultura è potere, ma diventa davvero trasformativa solo se condivisa. 

Un altro terreno di battaglia è lo sport. Nel 1896, alle prime Olimpiadi moderne, le donne non erano ammesse. Oggi rappresentano quasi il 50% degli atleti olimpici. Non è solo un dato sportivo: è un simbolo di come i corpi femminili, per secoli definiti fragili e “non adatti”, abbiano conquistato lo spazio pubblico. Eppure, la strada è ancora lunga. Secondo dati del CONI, in Italia solo il 28% delle giovani donne pratica sport in maniera costante, contro il 43% dei coetanei uomini. Il calcio femminile, solo dal 2019, è stato riconosciuto come professionistico. Campionesse come Federica Pellegrini o Bebe Vio hanno dimostrato che il talento non ha genere, ma ancora oggi gli stipendi delle atlete sono decine di volte inferiori a quelli maschili. La sorellanza nello sport è il tifo collettivo che diventa rivendicazione politica: non si tratta di vincere medaglie, ma di ridefinire cosa significa “essere forti”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *